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C’era un tempo in cui lei arrivava in ufficio, poggiava la borsa sulla scrivania e come prima cosa, accendeva il pc per leggere la posta.
Aveva sulla scrivania un block notes con una lista di adempimenti da svolgere ed ogni volta che eseguiva uno di questi compiti, tracciava una lunga riga sul foglio, invasa da un senso di appagamento e onnipotenza.

Tra una cosa e l’altra scriveva qualche e-mail. Quando il rapporto con il destinatario era più confidenziale, terminava la mail con “ciao, a presto”.
Alle 11,00 sentiva bussare alla porta del suo ufficio e appariva la collega che le annunciava la pausa caffè.
Parlavano di tutto, e talvolta approfittavano per ritoccarsi lo smalto sempre a portata di mano nel cassetto.
Quei 10 minuti, di break terminavano con una telefonata alla mamma: – tutto ok ci sentiamo più tardi –
Così lei tornava ricaricata alla sua scrivania e alla sua lista di cose da fare.
Oggi lei arriva in ufficio e come prima cosa, igienizza le mani, si siede al pc e accede alla posta che ha già letto al mattino appena sveglia dal suo smatphone poggiato sul comodino.

Il calendar di google, le propone la sua “to do list” e lei decisa si tuffa nel suo lavoro.
Per le due ore che seguiranno, dimenticherà tutto, assorta tra le faccende da sbrigare e soluzioni da trovare.
Se non fosse per i continui messaggi che arrivano su WhatsApp, farebbe molto prima a terminare gli adempimenti e a flaggare il suo calendar.
Tra una faccenda e l’altra, talvolta scrive delle e-mail e quando il rapporto con il destinatario è più confidenziale, termina la mail con: -baci a presto- e aggiunge una emoticon.
Alle 11,00 da WhatsApp business arriva il messaggio della collega che le annuncia il coffee break, durante il quale talvolta approfitta per inviare la lista della spesa al market sotto casa, e per fissare un appuntamento con il centro estetico per la ricostruzione alle unghie.
Sono tanti i vecchi gesti consuetudinari che hanno ceduto il posto ai nuovi, pensaci!
Tu quali ricordi?
Benvenuto
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