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Quel senso di malessere latente che provo quando vorrei dedicare del tempo ad una mia attività oppure ad un mio progetto, ma sento di sottrarre attenzioni ad un cliente, ai miei figli, alla casa, e persino al gatto.
Così oggi ho imparato a dire di “NO! Basta procrastinare i miei progetti”.

la speranza non è una strategia

Ho silenziato il telefono, ho spento il PC, ho voltato lo sguardo da quello schizzo d’acqua sul vetro del bagno e
per l’ora successiva, e i quarantacinque minuti seguenti, ho:
abbozzato il mio calendario editoriale, ho scelto le rubriche, ho definito le date di pubblicazione, i canali  idonei e ho persino cominciato la ricerca del materiale da studiare ed elaborare.
Tirando le somme, ho avuto una mattinata estremamente produttiva dal punto di vista lavorativo, ma non solo.
Ho imparato che se rispondi dopo un’ora ad una mail di un cliente non vuol dire per forza non fare un buon lavoro.
Ho imparato che se non leggi subito il messaggio WhatsApp del gruppo del catechismo non è detto che tuo figlio non sarà in futuro un buon cristiano.
Ho imparato che se oggi non riesci a spolverare, domani ci sarà solo un pochino più di polvere da togliere.
Ed infine ho imparato che dire di “NO” non vuol dire voler meno bene.
Qualcuno più importante di me, ha detto:

a volte, c’è più amore in un “no” che in un “si”

Quanti di voi faticano a dire di NO?
Mi piacerebbe poter ricevere i vostri commenti.
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